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Agosto 2026 · Audio

Progettare l'audio multiroom: zone, non casse

L'errore audio più frequente è un riflesso d'acquisto: prima i diffusori, poi le domande. Eppure il buon suono si decide molto prima della prima nota – con le zone, i cavi e la domanda su come, in fondo, si voglia comandare il tutto.

Prima le zone: dove deve esserci musica – e dove no?

Multiroom non significa «diffusori ovunque», ma «musica dove deve stare». Cucina e bagno ci sono quasi sempre, terrazza e studio più spesso di quanto si pensi, la camera da letto meno di quanto si venda. Chi definisce le zone e le loro esigenze – sottofondo o piacere d'ascolto? – dopo compra automaticamente bene.

I cavi non invecchiano – gli standard radio sì

In una nuova costruzione o a soffitto aperto vale: cavo per diffusori e rete in ogni zona, anche in quella che arriverà «forse più avanti». Al grezzo i cavi non costano quasi nulla e sopravvivono a ogni generazione di streaming. Il multiroom via radio è la soluzione per il retrofit – buona, ma seconda scelta, quando la prima è ancora disponibile.

Invisibile o statement – entrambi giusti

Per la maggior parte delle zone il miglior diffusore è quello che non si vede: incasso a soffitto, filo parete, nel mobile. Ma dove la musica è protagonista, il suono può prendere forma – un sistema come la pandoretta° di POET Audio è arredo e strumento insieme. L'arte sta nella miscela: una superficie invisibile, un culmine visibile.

Il comando decide l'uso

Gli impianti raggiungibili solo da un'app ammutoliscono al primo blackout del Wi-Fi – o nel fine settimana con gli ospiti. L'audio appartiene agli scenari della casa: il tasto «Cena» abbassa la luce e avvia la playlist, «Buonanotte» spegne entrambi. App e controllo vocale restano come comfort in più – non come unica porta d'accesso al sistema.

Il fattore sottovalutato: lo spazio stesso

Vetro, cemento e piante aperte suonano duri – e nemmeno il miglior diffusore ci può fare molto. Già in fase di progetto si può correggere: zone a tappeto, tende, controsoffitti acustici, arredi. Chi pensa anche all'acustica ottiene, con metà impianto, il doppio del suono.

In sintesi: ascoltare viene prima di comprare

Un piano delle zone, un cablaggio pulito, un comando integrato – e la scelta del sistema passa da indovinello a formalità. La differenza tra scheda tecnica e realtà, del resto, si ascolta meglio di persona: da noi nello showroom, a impianto acceso.

Sessione d'ascolto nello showroom →